I “TIPI LOSCHI” ALLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Eccoli nuovamente in azione: sono loro, i “Tipi Loschi”!
Oltre agli altri progetti avviati già negli anni passati (colazione sospesa, libro sospeso, raccolta indumenti, ecc), anche quest’anno molti ragazzi della nostra scuola sono presenti nell’attività di volontariato al Cottolengo di Biella “Piccola Casa della Divina Provvidenza” una volta alla settimana, per un paio d’ore. In questi anni più di 50 studenti hanno partecipato, intervenendo direttamente nei reparti (dove colorano e disegnano con gli ospiti, parlano, giocano) e nella sala computer con compiti di assistenza a giochi elementari e alla stesura di mail.
Qui di seguito vi riportiamo le riflessioni di alcuni alunni, davvero speciali e coinvolgenti.
Mercoledì 3 febbraio è stato un giorno diverso degli altri, direi speciale, perché sono andata a fare volontariato al Cottolengo.
Quando varcai il cancello d’ingresso vidi all’interno un piazzale con al centro una fontana e sui bordi numerosi alberi, curatissimi tant’è che ognuno era contraddistinto da un cartellino con indicato il nome.
Scesi dalla macchina e vidi una graziosa chiesetta che mi piacque subito.
Raggiunsi i miei compagni e ci accolse una suora gentilissima che ci accompagnò nell’aula dove vi erano diversi computer. Qui ci aspettavano una decina di persone, alcuni con problemi fisici, altri con problemi mentali. Non nascondo che ero timorosa nell’approcciarmi a loro, ma allo stesso tempo ero determinata e contenta di fare questa nuova esperienza.
Subito mi venne affidata Alfonsina, avremmo dovuto giocare al labirinto, ma purtroppo non era molto collaboratrice, guardava in giro e si distraeva di continuo, ebbi un po’ di difficoltà a gestirla. Più tardi si fece una rotazione di persone e così mi venne affidata Giulia, con lei dovevamo risolvere “ Il trova parole”, un successone, perché era abile, molto brava e così mi diede soddisfazione.
In quell’oretta conobbi altre persone, mi colpirono soprattutto: Franceschino, con la sua allegria e vivacità conquistò tutti e Comfort, una signora di colore che continuava a salutarmi ed a sorridermi pur non conoscendomi.
Ho trascorso solo un’oretta, ma mi è bastata per capire che è un’esperienza da ripetere ed è da consigliare a tutti. Sono uscita con l’animo un po’ triste per aver visto che cosa vuol dire la malattia, la solitudine, ma felice per la consapevolezza che nel mio piccolo posso allietare qualcuno che non è nato fortunato come me.
L.M.
Le visite che ho fatto alla Casa di Riposo “Cottolengo” sono state per me molto piacevoli! Mi ha dato molta gioia poter essere di conforto a persone che vivono in comunità ma in fondo sono sole (mi ricordano la mia nonna bis che è ricoverata alla Casa di Riposo “Villa Poma” di Miagliano, quest’anno compirà 96 anni, purtroppo però da tempo non riconosce più nessuno). Trascorrere con quelle persone anche solo un’ora al computer, chiaccherare, farsi qualche risata e anche solo stare in loro compagnia è stato molto bello, si torna a casa contenti di aver fatto qualcosa per qualcuno. La seconda volta che sono andato alla Casa di Riposo mi ha fatto molto piacere essere riconosciuto dagli ospiti….. si ricordavano di me con affetto perchè avevo donato loro qualcosa. Esperienza assolutamente da ripetere!!
L.M.
Quando il Prof. De Lorenzo ci ha parlato di volontariato, ero entusiasta; volevo proprio partecipare e provare questa nuova esperienza, così mi son iscritta appena ho potuto.
Prima di iniziare ero abbastanza tranquilla, poi, entrata nell’edificio, ho sentito come se le mie viscere si fossero riempite di piombo, mi sono balenate in mente diverse paure, come: “E se stessi antipatica a qualche ospite?” Oppure ” Se ne offendessi qualcuno senza volerlo?”. Mentre mi ponevo queste domande, i miei compagni ed io entravamo nella sala computer della struttura e venivamo assegnati ognuno a qualcuno da aiutare. Da lì in poi ho agito in totale naturalezza, come mi veniva: pensavo fosse la cosa più giusta da fare dato che, non conoscendo l’ospite, non sapevo come comportarmi con lui. Ero con una signora anziana con poca memoria e le insegnavo come giocare a “Spider”. Lei sembrava molto felice; le piaceva aver qualcuno che le tenesse compagnia e con cui parlare. Mi sentivo il cuore pieno di gioia a vederla sorridere perché, in quel momento, la stavo aiutando a divertirsi. Ero contentissima di poterle dare qualcosa. Vedere un’altra persona gioire grazie a te, è uno dei sentimenti più profondi che abbia mai provato.
C.M.P.
Ricordo che il primo giorno che sono stata al Cottolengo avevo abbastanza paura di sbagliare, di commettere qualche errore e, trattandosi della prima esperienza di volontariato, mi sentivo molto insicura.
Ho capito che non c’era bisogno di preoccuparsi e che era davvero bellissimo andare ad aiutare delle persone (ovviamente nei limiti delle mie capacità.
Ho incontrato ospiti simpatici ed accoglienti, con cui mi è piaciuto molto passare del tempo.
Trovo che il volontariato sia una cosa davvero bella ed utile. Penso che ci ritornerò e sono sicura che rimarrà sempre un’esperienza indimenticabile.
G.D.















